
Da vero camaleonte del palcoscenico, capace di passare con disinvoltura dal surrealismo di Achille Campanile — tra le condoglianze dell’impeccabile Luigi ne Il Povero Piero e i nervi a fior di pelle di un paziente — alle arguzie dialettali dei testi di Lionello Turrini. Che sia nei panni del pasticcione Barnaby Tucker o nel caos borghese di Ernie Cusak in Rumors, la sua assiduità è pari solo alla sua poliedricità. Dagli equivoci del Signor Lawson in Ora no, tesoro alle peripezie di Paolo Beaumenil, ogni ruolo è una nuova sfida vinta con passione: perché in fondo, come dice il suo George, la vita è un teatro… finché si scherza!